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Cosa fa una pedagogista libera professionista: le 5 competenze principali (+ 2 per iniziare!)


E quindi ti sei lanciata nel misterioso mondo della libera professione come pedagogista: complimenti e benvenuta! Hai aperto la p. IVA, hai la tua programmazione da seguire, hai i tuoi obiettivi da raggiungere...tutto molto bello, ma sai quali sono le tue principali competenze che puoi mettere in campo?


La prima è la consulenza pedagogica, lo strumento principale della pedagogista libera professionista; è un incontro (o più realisticamente una serie d'incontri) dove attraverso il colloquio pedagogico, si costruisce una relazione educativa tra professionista e cliente in cui viene affrontata una problematica o una necessità e insieme si mettono in campo strumenti e competenze operative per affrontare in maniera funzionale l'istanza educativa. Esempi di consulenze possono essere genitoriali, adolescenziali, figure educative, ecc.

La seconda è la supervisione pedagogica, l'intervento di verifica e supporto che si svolge principalmente in equipe per revisionare il team di lavoro e intervenire a sostegno delle dinamiche personali ed operative. Utilissimo per strutturare al meglio l'agire educativo di insegnanti ed educatrici, deve essere un momento di confronto in cui ci si ritrova per migliorare ulteriormente il proprio modo di essere e di fare in ottica pedagogica. La supervisione pedagogica può essere utilizzata anche dalla singola professionista come momento di analisi e approfondimento del proprio lavoro, soprattutto se si lavora da soli.

La terza è la progettazione pedagogica, lavoro indispensabile per definire l'intenzione educativo-strutturale in base a determinati obiettivi, attività e bisogni operativi delle persone a cui ci si rivolge; la progettazione è applicata dall'ambito scolastico alla prevenzione, dai minori alla valutazione.

La quarta competenza che può mettere in campo la pedagogista libera professionista è l'orientamento formativo utile a fornire un primo indirizzo al chiarimento di professionalità, tecniche o non solo, da spendere a seconda della situazione di crescita; l'orientamento è principalmente utilizzato per la scelta di un percorso scolastico o lavorativo, ma può portare giovamento anche per un focus sulle dinamiche di sviluppo e consapevolezza di sé.

In più, come quarta opzione si possono strutturare percorsi di formazione adeguati alle diverse necessità, in base alle competenze possedute, applicabili oggi in una dimensione territoriale e attraverso la rete online.


Un piccolo spunto in più: per iniziare puoi proporre laboratori pratici-esperienziali (costruire giochi sensoriali, scrittura creativa per adolescenti, attività per il sostegno alla didattica) e incontri formativi (competenze genitoriali, educazione emotiva, approcci educativi) che approfondiscano dinamiche e conoscenze educative, che sappiano raccontare il lavoro pedagogico e che ti mettano in contatto con la realtà in cui lavori; servono per farti conoscere, mettere in rete e diffondere il tuo lavoro sul territorio o visti tempi online.


Partire conoscendo esattamente le proprie competenze è indispensabile per offrire da subito un lavoro mirato e ben strutturato; ci vuole molta pazienza e costanza, una buona programmazione e una periodica revisione di quello che stai facendo. E soprattutto tanto, tanto, tanto studio per quello che ancora non padroneggi bene. Anche una pedagogista libera professionista deve imparare a migliorarsi!




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