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Azioni pedagogiche: costruire la relazione educativa con i genitori

Quando lavori come educatrice/pedagogista ti troverai a confrontarti nella maggior parte dei casi con le figure genitoriali dei bambini e dei ragazzi e molto spesso sono le figure con cui fare il lavoro più grande.

Bisogna partire dal presupposto che i genitori molto spesso non sono a conoscenza della dimensione pedagogica e inizialmente possono approcciarsi con molti timori e perplessità; proprio per questo vanno accolti accompagnandoli nella propria professione e verso gli obiettivi da costruire insieme per rispondere efficacemente alla problematicità o necessità; bisogna saper raccontare volta per volta quello che si sta facendo, perché si sta svolgendo quel tipo di attività e quale processo di generalizzazione può essere messo in atto. Questa relazione comunicativa agevolerà il tuo lavoro operativo e diminuirà le eventuali resistenze e dubbi dei genitori rispetto alla prospettiva educativa.


Come si costruisce una buona relazione pedagogica con i genitori?

  1. Conoscenza reciproca: iniziare presentandosi, raccontare la propria storia professionale, presentarsi senza falsare la propria identità è il primo passaggio che crea una buona interazione; dall'altra parte è bene approfondire, per quello che serve per il proprio lavoro, la "storia" genitoriale soffermandosi soprattutto su quello che possono essere richieste di chiarimenti e precisazioni.

  2. Condividere le regole: per giocare insieme la partita pedagogica bisogna stabilire le regole insieme per esprimere ognuno le proprie dimensioni e rinforzare il lavoro di squadra: tu sei la professionista educativa ed entri in campo con la tua competenza tecnica, i genitori hanno una visione globale, maggiormente coinvolta e quotidiana. Bisogna saper calibrare le due parti di modo che nessuno prevarichi l'altro e che sia sempre chiaro l'obiettivo per cui si opera: la crescita della Persona.

  3. Ascoltare: soprattutto all'inizio è importante essere in ascolto delle domande, delle richieste, dei chiarimenti che i genitori pongono ed è importante trovare il tempo e il modo per rispondere in maniera adeguata; questo gesto ha una doppia rilevanza: rende più partecipi e li attiva in prima persona per la realizzazione degli obiettivi educativi.

  4. Rendere responsabili: il lavoro pedagogico è limitato nel tempo e nello spazio ed ha una vera funzione educativa quando viene generalizzato negli apprendimenti e diventa processo quotidiano autonomo. I genitori devono essere integrati in questo processo che li riguarda e vanno supportati in maniera chiara durante questa acquisizione. Una responsabilità pedagogica nuova e più competente significa generare una nuova dinamica relazional-educativa.

  5. Restituire l'unicità: troppo spesso i genitori innescano un circolo vizioso di confronti e paragoni con altre realtà familiari; è indispensabile per un vero processo di crescita e cambiamento "educare" al rispetto della propria dimensione genitoriale che si sviluppa al meglio solo se resa consapevole e in continua evoluzione.

Questi punti sono una prima possibilità d'approccio che possono aiutarti a costruire la miglior relazione educativa-pedagogica con i genitori; dovrai comunque metterci del tuo lavorando quotidianamente su tutto quello che riguarda il processo comunicativo, delineandolo specificatamente di volta in volta per realizzare anche nella tua professione un nuovo processo di crescita.


Se già sei in rete con delle figure genitoriali e vuoi suggerire loro un'approfondimento ti consiglio questo testo "IL BAMBINO E' COMPETENTE" di Jesper Juul. Valido per una visione genitoriale, ottimo per uno nuovo spunto pedagogico per il tuo lavoro!




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