Cerca
  • lapedagogistariccia

Adulti, ci stiamo comportando male.

In questi giorni ho letto un articolo su Internazionale che si intitola "Il corpo negato degli adolescenti e il futuro della scuola" di Franco Lorenzoni, insegnante, che partendo da alcune parole chiave come "mancanze", "disuguaglianze" e "occasione persa" ha reso perfettamente la situazione di ragazzi e bambini che oggi più che mai vengono ignorati da una realtà sociale che dovrebbe investire e puntare su di loro come prima necessità, visto che dall'inizio della pandemia, in Italia, non c'è stato alcun intervento che permettesse loro di avere ancora una quotidianità degna di questo nome.

Semplicemente abbiamo deciso di lasciarli a loro stessi.


E' da quasi un anno si sentono promettere nuovi inizi, modalità per vivere in sicurezza, condivisione di regole per poter crescere anche in queste condizioni di emergenza.

E' da molto più tempo che noi continuiamo a prenderli in giro, perché li trattiamo con superficialità convinti di essere sempre nel giusto e di fare tutto per "il loro bene".

Ma come possiamo sapere qual è il loro bene se non siamo neanche in grado di compiere l'azione più elementare per entrare in relazione con loro?

Come possiamo essere adulti educanti se non ci mettiamo ad ascoltarli davvero?


L'ascolto.

L'ascolto attivo.

L'ascolto vero, completo, che non è solo sull'espressione verbale ma che comprende il sentire umori, difficoltà, il riconoscere emozioni e la volontà di esprimersi. L'esigenza che hanno di raccontarsi con il corpo, il gioco, la relazione, quello che esprimono naturalmente e, soprattutto, quello che non riescono a dire. I silenzi sono sempre la voce che risuona più forte.


Non li abbiamo ascoltati. Continuiamo a non farlo.

Ma stiamo sbagliando noi, perché nel frattempo pretendiamo che loro capiscano e comprendano e si adeguino alle nostre richieste.

E loro magari ubbidiscono, rispettano le regole, cercano di limitarsi. Lo fanno meglio di noi.

Ma stiamo sbagliando noi perché dobbiamo capirli, noi dobbiamo comprenderli, noi dobbiamo rispondere alle loro richieste.


Siamo noi che dobbiamo ascoltarli.

Dobbiamo impararlo ora! Abbiamo una responsabilità educativa che ci riguarda e la nostra priorità devono essere bambini e ragazzi.

Ci chiedono di essere ascoltati. Non continuiamo a prenderli in giro!

Ci stiamo comportando male e i piccoli in questo caso siamo noi...




Si può fare qualcosa subito, alle persone che me lo chiedono mi piace consigliare questo libro, fruibile per tutti, un testo esplicativo con esempi e modalità strategiche per imparare l'ascolto completo, anche noi adulti dobbiamo sempre imparare a fare meglio!Il libro si intitola Come parlare perché i ragazzi ti ascoltino e come ascoltare perché ti parlino






52 visualizzazioni0 commenti